Avevo quasi dimenticato la chiave per entrare nelle stanze ormai vuote di questo castello di sabbia.
Avrei voglia di arredarlo di nuovo, ma ho finito i soldi. Mannaggia

Avevo quasi dimenticato la chiave per entrare nelle stanze ormai vuote di questo castello di sabbia.
Avrei voglia di arredarlo di nuovo, ma ho finito i soldi. Mannaggia

Stasera ero abbioccato sul divano mentre guardavo cartoni animati con Eurocobrina. Ad un certo punto sono cominciati i teletubbies. Conoscete i teletubbies? teletubbies… teletubbies… qui è la felicità.
Beh ci sono questi orsetti alieni in una sorta di pratone finto da cui spuntano dei tubi che controllano ogni loro movimento, poi c'è una super pala eolica che spara onde elettromagnetiche a manetta e che probabilmente farà ammalare di un brutto male i teletubbies; infine ci sono delle buche ove loro spariscono buttandosi giù. Ah no poi c'è il loro dio he sarebbe poi un sole con la faccia di neonato che ride sempre (per non piangere si direbbe).
Ad un certo punto la pala eolica comincia a girare verticosamente ed i teletubbies si illuminano (non d'immenso ve lo posso assicurare). Si accende una televisione sulla pancia ed appaiono scene di bambini umani felici che giocano. Ripetono la scena due volte senza alcun motivo.
Insomma in mezz'ora di cartone animato non è successo un cazzo tanto che anche mia figlia si stava tremendamente annoiando.
Io invece mi stavo quasi per addormentare ed è proprio in questi momenti di dormiveglia che immagini le cose più meravigliose. Ho sognato o sperato che apparisse tipo un serial killer umano o uno stupratore seriale ancora meglio e facesse a pezzi (in tutti e due i casi) i teletubbies.
Ormai morti e con tutte le loro piccole tenere viscere verdi e gialle sparse sul prato finto ecco che il maniaco contatta una di quelle agenzie immobiliari bastarde senza scrupoli che compra il prato per quattro soldi e realizza una speculazione edilizia senza precedenti facendo diventare la pala eolica gigante un mega ripetitore per telefonia mobile e coprendo di sabbia tutte quelle inutili buche pericolose.
Ecco qui 900 villette quadrifamiliari con ipermercati, cinema negozi, bar, ristoranti, discoteche, ecc. ecc.
"E i teletubbies???" si chiederanno i più piccini tra di voi? Scava in cantina piccolino…
La Ricciolona ed Eurocobrina se ne sono andate in vacanza una settimana ed Eurocobra ha condotto un interessante esperimento sociologico: passare un intero fine settimana facendo a finta di essere un giovinastro.
Sono uscito venerdì, sabato e domenica toccando punte delle due di notte.
L’esperimento ha dato un risultato molto interessante; ho finalmente capito il tragico significato della locuzione: "bisogna saper scegliere i tempi, non arrivarci per contrarietà". Il buon Guccini, che ha qualche decennio più di me, c’era ovviamente arrivato 30 anni fa, esattamente quando aveva la mia età. Questa nuova consapevolezza sarà una costante dei 37enni di ogni tempo?
Mi sono accorto dell’odio o meglio dell’apatia che provo nei confronti della realtà fuori. Trovo tutto e tutti estremamente noiosi, anche quando il giudizio in fondo non dovrebbe essere così negativo. Sarà che per caso uscire bere, parlare, vedere, ascoltare alla fine lo hai fatto per 20 anni e qualsiasi età tu abbia la faccenda non cambia poi di molto. O sarà forse che in realtà alla fine si frequentano persone che hanno più o meno la stessa tua età e che versano più o meno nella tua stessa condizione esistenziale: aver passato gli ultimi 20 anni a fare esattamente quello che hai fatto tu negli ultimi 20 anni.
Però sotto altri punti di vista è stato molto piacevole. Mi sono trovato a parlare con gli amici di sempre in maniera così greve che anche il più scafato marinaio si sarebbe vergognato, passando dall’argomento figa all’argomento mutuo da pagare in maniera così rapida che quasi non cogli più la differenza (una voragine profonda in cui ti immergi potrebbe essere una buona sussunzione dei due concetti…).
Ok bon dopo mesi di silenzio mi rilascio sprofondare nell’oblio. Voglio solo dare alla piccola Isabella un caloroso benvenuto a questo mondo che in realtà è meno peggio di come vogliono dipingerlo.
Ecco tutto quello che sono disposto a raccontarvi.
Probabilmente potrei dirvi quello che feci quando andai a casa, e come mi sono ammalato e via discorrendo, e a che scuola dovrei andare in autunno quando sarò uscito di qui, ma non ne ho voglia. Sul serio. Ora come ora, queste cose non m’interessano molto.
Un sacco di gente, soprattutto questo psicanalista che c’è qui, continuano a domandarmi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare. E una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire, come fate a sapere quello che farete finchè non lo fate ?
La risposta è che non lo sapete. Credo di si, ma come faccio a saperlo ? Giuro che è una domanda stupida.
D.B. non è tremendo come gli altri, ma anche lui continua a farmi un sacco di domande. Mi ha domandato cosa ne pensavo di tutta questa storia che ho appena finito di raccontarvi.
Non ho saputo che accidenti dirgli. Se proprio volete saperlo, non so che cosa ne penso. Mi dispiace di averla raccontata a tanta gente.
Io, suppergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo perfino di sentire la mancanza del vecchio Maurice.
E’ buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentirete la mancanza di tutti.
Ecco io, ad esempio, ne sentirò la mancanza.
Trascorrere la domenica a 2000 metri agli ottanta all’ora sugli sci.
Rincasare e vedersi Donnie Darko;
meditare intorno a questo concetto: che quel motore d’aereo ti rovina addosso (metaforicamente, peraltro) ogni giorno che metti piede in banca.
Chiudere gli occhi e realizzare, in sostanza, che di strada ce n’è molta (da percorrere) prima di concludere il viaggio al termine della notte.
E(dos)

Capisci che la fatica è ripagata quando tua figlia guardando la copertina del film "Il Gladiatore" esclama: "papà!"

Amore di papà…
Bene, bene, cari tutti: in data odierna scopro che la rete internet (sul lavoro!) è disponibile per una non meglio comprensibile (e temporanea, suppongo) ragione ; per questo ne approfitto e annuncio al mondo che anche il vecchio (sempre più vecchio) E2 esiste ancora. Sono reduce da un imprecisato numero di solitari (sì, sono appassionatissimo di giochi con le carte) e non ho molto da dire. Se non che gli stessi elementi che in questi anni inquietano gli interstizi del cervello di E1 (ed E3 a quanto pare), in me erano già presenti intorno ai 20. Non che fossi lungimirante (non lo sono davvero mai stato); solo che sono sempre stato esageratamente nostalgico. Se addento una mela, subito mi accorgo che ne manca un pezzo; mi “manca” un pezzo. Lasciandola lì, integra, del resto, marcisce e se ne va a puttane, non v’è cella ad atmosfera zero che tenga. Dilemma. I figli…(degli altri, of course): a mio parere son lì a ricordarti che “dieci anni ti hanno appena voltato le spalle” e mettono quotidianamente in scena quel fottuto conto alla rovescia che conduce all’inferno, tic tac, tic tac. Tutto ciò premesso, chioso con una poesiola di Borges (peraltro già presente in altro luogo di questo stesso blog, se non erro); apparentemente è cupa; tuttavia, ad una lettura un po’ più approfondita il retrogusto che lascia in bocca è vagamente dolciastro. See you again
“Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”.
J.L.B.
Buenos Aíres, 31 ottobre 1960
Si è capito che sono rimasto solo? Gli altri Eurocobri si sono dati alla fuga; in realtà eurocobra2 vorrebbe darsi anche alla figa, ma è essa che sembra non voglia darsi a Lui. Comunque sono solo.
Strano periodo questo; alterno momenti di gioia a sconforto totale. I problemi che albergano nella testa di un uomo quasi quarantenne sono davvero imponenti.
In realtà consideravo che più vai avanti con la vita più i problemi diventano immateriali… nel senso che quando avevo vent’anni i problemi si riassumevano in:
1) trovare soldi per la birra
2) trovare soldi per le cicche
3) trovare soldi per… vabbè.
Ora lavoro, i soldi per la birra li ho trovati. A volte mi permetto anche un bicchiere di traminer e quando esagero pure un mohito. I problemi sono indubbiamente di ordine spirituale; cominci a fare dei rendiconti della vita e a pensare che alcuni sono molto positivi altri sono davvero in rosso, falliti, partiti per paradisi fiscali, ma scoperti alla frontiera dalla guardia di finanza.
E quindi punto tutto sul conto buono perchè quello che di buono ho fatto mi rende orgoglioso e mi fa pensare che aver passato alcuni anni a giocare a carte sulle scale di socio alla fine non sia stata proprio una totale perdita di tempo. Ad esempio so giocare a briscola, so che aprendo la bocca dico al mio compagno che possiedo un carico e strizzando l’occhio gli indico che ho una briscolina.
Un giorno, quando sarò vecchio (intendo più vecchio di così), tutte queste nozioni imparate in anni di problemi pratici da risolvere giorno per giorno, in anni di ghiaccioli e chiacchere inutili al bar mozart, in anni di vacanze in tenda e fornelli con gli spaghetti al pomodoro, in anni di patemi d’animo per gli esami non fatti, potranno certamente essermi utili.
Sono assolutamente certo ad esempio che al circolo anziani che frequenterò assiduamente nessun vecchio sentendo alla radio Gloria Gaynor che canta I will Survive si alzerà di scatto dalla sedia a dondolo cominciando a muovere furiosamente il bacino ormai incriccato.
Abbiate pietà di me e delle mie elucubrazioni di metà settembre.
PS auguri tanti e cari alle mie amiche basse vicine e lontane, ma sempre vicine al mio cuore
Il prossimo 5 settembre si terrà una serata in ricordo di Michele Fait al rifugio Altissimo Damiano Chiesa con cena di beneficenza ed accensione alle ore 21.00 di un falò.
Invito tutti i Trentini frequentanti queste pagine a partecipare.
RIFUGIO ALTISSIMO
DAMIANO CHIESA
BRENTONICO
Tel. 0464 867130
Cell. 335 6395415
www.rifugioaltissimo.it
Era ovviamente la Biennale di Venezia e precisamente i Giardini. Nessuno ha indovinato e quindi non pago a nessuno la cena e il mio corpo me lo tengo io.
Paesi nordici:
Mister B.


Fam. E

La ragnatela
Domani parto per la Sicilia pertanto vi auguro di annegare nella pioggia fottuti padani.