The Catcher in the Rye

Ecco tutto quello che sono disposto a raccontarvi.
Probabilmente potrei dirvi quello che feci quando andai a casa, e come mi sono ammalato e via discorrendo, e a che scuola dovrei andare in autunno quando sarò uscito di qui, ma non ne ho voglia. Sul serio. Ora come ora, queste cose non m’interessano molto.
Un sacco di gente, soprattutto questo psicanalista che c’è qui, continuano a domandarmi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare. E una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire, come fate a sapere quello che farete finchè non lo fate ?
La risposta è che non lo sapete. Credo di si, ma come faccio a saperlo ? Giuro che è una domanda stupida.
D.B. non è tremendo come gli altri, ma anche lui continua a farmi un sacco di domande. Mi ha domandato cosa ne pensavo di tutta questa storia che ho appena finito di raccontarvi.
Non ho saputo che accidenti dirgli. Se proprio volete saperlo, non so che cosa ne penso. Mi dispiace di averla raccontata a tanta gente.
Io, suppergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo perfino di sentire la mancanza del vecchio Maurice.
E’ buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentirete la mancanza di tutti.

Ecco io, ad esempio, ne sentirò la mancanza.