Massenvernichtungswaffen

 

Ieri notte stavo guardando una pellicola intitolata “11 settembre 2001”. Uno dei protagonisti esprimeva la propria, profonda, incazzatura nei confronti dei metodi di guerriglia adottati dai terroristi islamici .

In particolare, la sua critica era incentrata sui cosiddetti kamikaze, accusati di far saltare per aria, nel mondo occidentale, dei civili (i quali di norma, con operazioni militari tout court, nulla dovrebbero avere a che fare). L’interlocutore rispondeva, in prima battuta, che quei bersagli civili provenivano (o meglio: provengono) quasi sempre da nazioni dotate di forme di governo democratiche. E’ vero: e in particolare le democrazie, di norma, decidono le proprie linee di condotta sulla base del consenso che viene dato ai loro governi attraverso l’opinione di maggioranza degli elettori.

Allora mi vien da pensare che sono le persone come me e te che hanno dato mandato a quei rozzi pensatori occidentali di abbattere a suon di missili intelligenti (sic!) culture e religioni millenarie di cui, ad ogni buon conto, non me ne frega assolutamente un cazzo. I nostri militari sono la longa manus dei nostri governi che a loro volta sono la longa manus della nostre peggiori intenzioni. Da queste parti rispettiamo sempre rigorosamente questo iter. Quegli altri imbottiti di tritolo, allergici alla cultura della delega, tendono invece a prendere l’iniziativa in prima persona e ad infilare in tal modo pericolose scorciatoie, tutto qui. 

with or without hope

     Certo, la vita fa cagare, siamo destinati all’ineluttabile fine e all’indecoroso oblio, mentre il cosmo, tempo fa, si è inghiottito il pianeta facendolo vagare come un’enorme trottola privata del senno in mezzo a dinamicissimi mostri sassosi e morti. Epperò, benchè non ci creda in pieno, in una calda giornata del 2007 mi piacerebbe imitare, di fronte al sempre rassicurante oceano, quell’innominabile attore da quattro soldi e gridare con le labbra increspate da un sorriso:”ho trentacinque anni ed ho appena cominciato a vivere!”

L’altro giorno

 

L’altro giorno era domenica. Io ed i miei amici era un tot che non ci vedevamo e quindi decidiamo di andare a fare una bella scampagnata. Mangiare, bere, ridere queste cose qui insomma.

La macchina è quella di M. così come sua è l’autoradio ed i cd pure sono i suoi. Ecco come dire… noi non siamo come il nostro amico Buldra, che conosce tutti i gruppi del mondo, noi siamo gente modesta in fatto di cultura musicale e ascoltiamo pertanto musica modesta.

Nell’autoradio giravano a ciclo continuo 5 canzoni che tutti conoscono, ma sulle quali non tutti soffermano la loro attenzione come io la soffermo. La canzone su cui è sorta una incredibile discussione è questa:

INSIEME A TE NON CI STO PIU’

Insieme a te non ci sto più,
guardo le nuvole lassù.

Cercavo in te
la tenerezza che non ho,
la comprensione che non so,
trovare in questo mondo stupido…

Quella persona non sei più,
quella persona non sei tu.

Finisce qua
chi se ne va, che male fa.

Io trascino negli occhi
dei torrenti d’acqua chiara
dove io berrò.
Io cerco boschi per me
e vallate col sole più caldo di te.

Insieme a te non ci sto più,
guardo le nuvole lassù…

E quando andrò
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po’ per poter vivere…

Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là…

Finisce qua
chi se ne va, che male fa.

E quando andrò
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po’ per poter vivere…

Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là
Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là

Ebbene alla quarta strofa la buona Caterina dice "… chi se ne va che male fa"… qual’è l’interpretazione che dareste voi a questa frase? no perchè a prima vista può essere molto semplice, ma non lo è. Riflettete con me.

Potrebbe essere che il male lo prova colui che lascia e pertanto la frase sarebbe affermativa (tipo: "cazzo che male che ho sentito al momento della rottura del nostro rapporto!!!"); oppure la frase potrebbe essere indiretta, ossia "non faccio nulla di male a lasciarti brutto stronzo porco"; oppure ancora: "spero che tu muoia, possibilmente soffrendo tantissimo".

Insomma avete capito il nostro dubbio?

La discussione è durata almeno cinque minuti, ma la soluzione non è stata trovata.

Non penso vorrò rivedere i miei amici per un altro tot.